Mamas & Papas 2 2

 Credo che ciò che diventiamo
dipende da quello che i nostri padri ci insegnano in momenti strani,
quando in realtà non stanno cercando di insegnarci.
Noi siamo formati da questi piccoli frammenti di saggezza.
 (U. Eco)

 

Cari lettori del Corriere dell’Arciere, per la serie: “A volte ritornano”, vi proponiamo la seconda parte dell’articolo dedicato ai genitori.

Il papà 

babbo

 

O il babbo, come si dice dalle mie parti. Avete presente quell’omone grande e grosso, peloso che ci fa paura da piccoli? No, non l’Uomo Nero, quello è un’altra storia. Anche se messa giù così sembra più la descrizione di un primate (un gorilla per capirci) piuttosto che quella di un martire, vittima di secoli di idealizzazione di forza, virilità, pilastro inattaccabile della italica famiglia. Un pilastro che però si sgretola quando deve fronteggiare i propri pargoli. Due esempi su tutti, un Gianni Morandi d’annata in un bosco pieno d’animali sotto la pioggia e un Pippo Franco col figlio incontinente (ma portarlo a passare una visita urologica sto piccoletto, no eh?).

Fortunatamente ci viene incontro il sempiterno “Zecchino d’oro” con un ribaltamento di ruoli, dove la mamma va al lavoro e il papà si occupa della casa e dei bimbi.

Diverso ovviamente il rapporto che si crea crescendo. Anche in questo caso, come con la madre, la ricerca di uno spazio vitale indipendente porta ai conflitti (quella è la porta, è ora di andare), alle incomprensioni generazionali (non capiscono ch’eri giovane anche tu, che le cose che ora chiedono gliele hai preparate tu) che si risolvono quasi sempre, ahimè, quando il genitore non c’è più! :(

Restano così solo i ricordi a cui affidarsi.

Essere genitori non è solo mettere al mondo dei figli. E’ prendersi cura di loro, aiutarli a crescere giorno dopo giorno. E’ il mestiere più difficile del mondo. Non esiste una formula magica. O forse sì? Io credo che si chiami “Amore”.

 

Permettetemi una piccola riflessione finale.

Per preparare questo articolo, mi sono trovata a riascoltare alcuni brani appartenenti alla mia infanzia (anni ’70). Mi son venuti i brividi!!!

Emozione, direte voi.

No, paura!

Tutti quei poveri bambini costretti a cantare canzoni strappalacrime su genitori morti (Torna a casa mamma) o che possono morire (Papà non correre, ripresa poi in forma goliardica nel film il Papocchio), separazioni (Piange il telefono), ecc. Roba da telefono azzurro!!!

Niente a che vedere col Papà pacifico cantato a Sanremo nel 1953 da Nilla Pizzi.

Per concludere, infine, il mio personale ricordo questa volta è legato alla disco music: Daddy cool dei Boney M.

Buon ascolto.

Giaggiolo

 

 

Alain Clark – Father & Friend

Alex Britti – Mamma e papà

BROODS – Mother & Father

Cesare Cremonini – PadreMadre

Equipe 84 – Papà e mammà

Eric Clapton – My father’s eyes

Fabrizio Moro – Buongiorno papà

Horace Silver – Song for my father

Laura Pausini – Viaggio con te

Madonna – Papa don’t preach

Renato Zero – Padre nostro

Ronan Keating feat. Yusuf Islam – Father and son

The Temptation – Papa was a rolling stone

Zucchero – Papà perché

2 thoughts on “Mamas & Papas 2

  1. Rispondi Edo29 giu 26,2015 22:05

    Bellissimo articolo, grande Giaggiolo, ci sentiamo ;-)

  2. Rispondi animamante giu 30,2015 16:05

    Caratteristico e un po “retrò“, per chi come me è nato in sella agli anni 70, quando il vinile in 33 giri (non era poi da tanto che i 78 giri in gommalacca erano al macero) e le musicassette al Chromo con bobine in porcellana (‘per un suono più pulito’ recitava l’etichetta) era roba da sbavarci sopra :)

    Complimenti, bell’articolo, specie poi per la citazione di Eco nell’intestazione, in un odierno-oggi dove si cita (nella più colta delle ipotesi) Spongebob.
    I tempi cambiano… ma nulla costa nutrire la speranza che qualcosa rimane.

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